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Progetto educativo

 

INDICE

1. Premessa

2. Le finalità del servizio

3. L'organizzazione del servizio: calendario scolastico, orari

4. L'organizzazione degli spazi

5. Il tempo al centro giochi: le routines come momenti di cura

6. L'ambientamento

7. Giocare al centro giochi

8. La programmazione delle attività educative

9.  Il rapporto con le famiglie

10. I laboratori

 

1. PREMESSA

La legge regionale sui servizi educativi del 2000 individua nel progetto pedagogico uno dei requisiti necessari per l’accreditamento; l’art.19 dichiara che è indispensabile “disporre di un progetto pedagogico contenente le finalità e la programmazione delle attività educative, nonché le modalità organizzative e di funzionamento del servizio”. La disposizione evidenzia l’intento di valorizzare la fisionomia specifica di ogni struttura educativa mediante la formulazione di un progetto rispondente alle esigenze della realtà in cui si opera e ai modelli pedagogici che gli educatori assumono come punto di riferimento. In tal senso il progetto si configura non solo come una dichiarazione d’intenti (da pro-gettare, ossia anticipare ciò che dovrà essere), ma come la fotografia di un servizio in un determinato periodo storico.

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2. LE FINALITA' DEL SERVIZIO

La nostra attività quotidiana coi bambini ha come obiettivo fondamentale la ricerca dello “stare bene” fra bambini e nel rapporto adulto/bambino.

“Stare bene” significa per il bambino “sentirsi accolto, essere nella mente e nello sguardo dell'educatore, potersi relazionare senza timore con i coetanei e gli adulti presenti; avere la possibilità di giocare da solo o con gli altri, di sperimentare, ma anche di riposare o stare solo quando ne sente il bisogno”.

Il fondamento teorico di questo approccio educativo ha come punto di partenza l'immagine di un bambino visto come “persona in formazione”: un bambino attivo che impara ogni giorno dall’esperienza in modo autonomo, ma anche grazie all'imitazione degli altri bambini e alla stimolazione dell'adulto.

La condizione necessaria affinché i bambini e le bambine abbiano l'opportunità di vivere centro giochi come un “luogo di crescita” consiste nella sicurezza affettiva che gli adulti gli offrono attraverso una relazione di ascolto, di attenzione individuale, di “cura” intesa come avere interesse per ogni singolo bambino, provare piacere nello stare con lui. Il personale educativo intende costruire con ciascun bambino e la sua famiglia questa relazione di ascolto, di attenzione e di cura.

Un altro obiettivo del nido è di sostenere le famiglie nel loro percorso di crescita assieme ai bambini: per fare ciò vengono proposti colloqui individuali in corso d’anno, su richiesta della famiglia, nonché riunioni di gruppo periodiche finalizzate alla verifica delle attività svolte, delle relazioni educatrici-bambini-famiglia, e alla pianificazione delle attività in relazione anche alle particolari esigenze delle singole famiglie.

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3. L’ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

Il Centro Giochi “Pollicino” è a Montesilvano in una zona tranquilla vicina al mare. Può ospitare al massimo 13 bambini dai 18 ai 36 mesi.

Al Centro Giochi lavorano 3 educatrici a tempo pieno, che si alternano nei diversi orari di servizio.

Calendario annuale e orari

Il Centro Giochi è aperto tutto l'anno, con chiusura nelle due settimane centrali di agosto.

Nel periodo estivo si arricchisce il servizio per le famiglie con la colonia estiva, progetto in cui i bambini trascorrono parte della giornata al mare.

Il calendario scolastico, definito annualmente, viene consegnato ai genitori durante il colloquio individuale prima dell’inserimento del bambino al nido.

L'orario di apertura del servizio è dalle 7.30 alle 18.30.

L'orario di uscita per i bambini che usufruiscono del part-time è dalle 12.15 alle 13.15, per quelli che usufruiscono del tempo pieno è dalle 16 alle 17. Inoltre il nido offre la possibilità di poter usufruire del tempo prolungato dalle 17 alle 18.30 con personale già facente parte del gruppo educativo, in modo da ridurre al minimo il turnover delle educatrici.

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4. L'ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI

La strutturazione degli spazi del centro giochi è volta a stimolare la curiosità del bambino e l'esplorazione, ma risponde anche alle esigenze di rassicurazione e riconoscimento.

Ogni bambino e genitore che entra al nido, già dal primo sguardo si fa una prima idea della struttura.

Entrando si accede ad una zona/ingresso dove sono presenti gli armadietti  personalizzati dei bambini con foto e nome o un simbolo distintivo. Sempre in questo ingresso è presente una bacheca con i numeri di emergenza, le informazioni generali sul servizio e dei cartelloni con le foto dei bambini e del personale in modo tale da rendere accogliente e personalizzato l’ambiente. E' presente inoltre un piccolo angolo riservato che viene utilizzato per i colloqui con i genitori nel rispetto della privacy.

L’ambiente dedicato ai bambini è ampio e luminoso, con pareti colorate immagini proprie del mondo delle favole,  è caratterizzato da arredi che stimolano l'esplorazione autonoma dell'ambiente: i mobili ad altezza bambino favoriscono la libera scelta dei giocattoli da parte dei bambini e l'assunzione della posizione eretta. Sono presenti angoli predisposti per attività di psicomotricità (cuscini morbidi, piscinetta con palline, scivolo), l’angolo dello specchio per la conoscenza dell’identità corporea, l’angolo del gioco libero.

Comunicante con una ampia finestra è la “stanza della nanna”, arredata con lettini bassi dotati di dispositivi di sicurezza (spondine, paracolpi); la stanza della nanna comunica con l’ambiente dedicato al gioco e alla convivenza dei bambini con un’ampia finestra, in modo da consentire alle educatrici di controllare il sonno tranquillo dei bambini.

All'interno della sezione è presente la zona pranzo, costituita da due tavoli rettangolari corredato da sedie pensili, seggioloni singoli e sedioline per i bambini più autonomi.

Il cortiletto antistante è attrezzato con strutture fisse e mobili che favoriscono la motricità.

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5. IL TEMPO AL CENTRO GIOCHI: le routines come momenti di cura

Il tempo al centro giochi è scandito dalle routines: accoglienza, cambio, pasto, sonno e ricongiungimento. Questi momenti sono di primaria importanza per la vita del centro giochi perchè favoriscono il formarsi nel bambino del suo senso di sicurezza, di autonomia e contribuiscono a creare una solida relazione con l'adulto. Durante questi momenti, soprattutto durante il pasto, il cambio e il sonno, le educatrici e i bambini possono vivere relazioni intense dal punto di vista comunicativo che concorrono a creare una sensazione di benessere diffuso nel bambino e nello stesso tempo gli permettono la costruzione di un’immagine positiva di se stesso in relazione con l’altro.

Inoltre il susseguirsi sempre uguale, giorno dopo giorno, di questi momenti rende prevedibile per il bambino la vita al nido e gli permette di scandire il tempo che passa.

L'accoglienza e il ricongiungimento

L’accoglienza è un momento molto delicato: la mattina staccarsi da mamma e papà è sempre molto faticoso (anche quando l’inserimento è ormai terminato); al bambino infatti viene richiesto di lasciare la sua casa e i suoi cari per entrare al nido tra altri bambini, con altri adulti e altri ritmi. Consapevoli di questa “fatica quotidiana” di bambini e genitori, cerchiamo offrire, nel limite delle nostre possibilità, un clima accogliente e rassicurante che rispetti i tempi del distacco di ogni singola coppia bambino-genitore. Accogliere è andare incontro con il sorriso, tranquillizzare, ascoltare, verbalizzare le emozioni della coppia madre/bambino.

Il cambio

I bambini piccoli vengono portati in bagno uno alla volta in modo tale che l’educatore abbia la possibilità di dedicarsi solo a quel bambino senza essere distratto dagli altri, i bimbi medi e grandi in piccolo gruppo. In questo momento l'educatore crea un rapporto di comunicazione intima con il bambino che passa attraverso i gesti, le parole, gli sguardi. Inoltre attraverso il gioco l’adulto guida il bambino alla conoscenza del proprio corpo. I bambini che sono all’ultimo anno di nido vengono invitati a fare da soli anche nel momento del bagno.

Il pranzo

E' caratterizzato da una ritualità di gesti e comportamenti: prima si va in bagno a lavarsi le mani e si mette il bavaglino, poi ci si siede a tavola e si canta una canzoncina mentre si aspetta la pappa. Dopo aver mangiato si torna in bagno e poi si va a giocare.

Mangiare al nido non è come mangiare a casa: al nido i bambini devono imparare a condividere l’attenzione dell’educatrice con gli altri bambini, a rispettare i tempi degli altri bambini, ad aspettare il carrello del cibo, a mangiare seduti a tavola; per questo a volte può essere difficile per i bambini abituarsi.

L’educatrice mangia con i bambini perché crediamo che l’esempio dell’adulto sia importante anche per trasmettere al bambino il piacere di “stare bene” a tavola, di mangiare seguendo il proprio ritmo senza essere assillati da un adulto che ti impone il suo ritmo.

L'educatore non forza il bambino a mangiare, lo aiuta se ne ha bisogno e lo invita a conoscere anche i cibi nuovi. I bambini vengono lasciati liberi di manipolare il cibo con le mani, anche se vengono sempre esortati dall’educatrice all’uso delle posate.

Il momento del pasto a volte è accompagnato da un sottofondo musicale per creare un’atmosfera rilassante che predispone al dialogo e alla convivialità, come al ristorante. Il momento del pranzo dura circa mezz’ora.

Il sonno

Dormire per il bambino significa lasciare “il certo per l'incerto” in un ambiente diverso dalla sua cameretta e con modalità magari diverse rispetto a quelle adottate a casa ed è per questo che l'educatore deve cercare di rendere la situazione il più serena possibile cercando di capire i bisogni e le abitudini di ciascun bambino, in modo tale da personalizzare anche la fase dell’addormentamento con riti che ricordano al bambino la mamma e la sua casa. Il bambino viene cullato nel passeggino o nel lettino, accarezzato, si cerca di rilassarlo anche facendogli usare ciucci, biberon, orsetti, oggetti transizionali. Alcuni bambini sono abituati ad addormentarsi in braccio, al nido questa modalità viene utilizzata solo nel momento dell’inserimento al sonno, poi gradualmente si abitua il bambino ad addormentarsi nel proprio lettino. I bambini vengono portati in camera attorno alle 13,00. I bambini che si svegliano prima e non riescono più ad addormentarsi vengono accompagnati in sezione a giocare.

I bambini vengono sempre vigilati nel sonno da un’ educatrice poi verso le 15,00 inizia la fase del risveglio. Per il risveglio vengono rispettati i tempi dei bambini.

Una volta svegliati vengono cambiati e tutti insieme fanno merenda.

Descrizione della routine giornaliera

7,15-9,15 ACCOGLIENZA

9,15-9,45 CAMBIO E COLAZIONE

9,45-10,45 GIOCO IN SEZIONE, GIARDINO, IN SALONE ecc..

10,45-11,15 MOMENTO DI CURA IN BAGNO

11,15-12,15 PRANZO

12,15-13,00 CAMBIO E PREPARAZIONE AL SONNO

12,15-13,15 PRIMA USCITA

13,00-15,00 RIPOSO

15,00-16,00 RISVEGLIO – BAGNO - MERENDA

16,00-17,00 USCITA

17,00-18,30 PROLUNGAMENTO

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6.L'AMBIENTAMENTO

Il bambino entrando al nido si trova in un ambiente diverso da quello famigliare con ritmi di vita diversi e persone sconosciute. Sarà cura dell’educatore fare in modo che il passaggio casa-nido sia meno traumatico possibile. Osservando la relazione madre-bambino, l’educatore cercherà di capire qual è la modalità più opportuna per avvicinarsi a ciascuna coppia madre/ bambino. Infatti un buon ambientamento del bambino dipende anche da un buon ambientamento del genitore (il bambino accetta solo coloro che piacciono alla sua mamma e al suo papà). Pertanto, è importante che l’educatore sappia accogliere non solo il bambino, ma anche il genitore con le sue preoccupazioni. Durante un colloquio individuale, che si svolge all’incirca una settimana prima dell’inserimento del bambino, le educatrici spiegano ai genitori come si svolge la vita al nido e come dovrà comportarsi il genitore durante l’inserimento in modo tale che non si senta “spaesato”. In quella occasione i genitori parlano alle educatrici del loro bambino e delle sue abitudini di vita. Al primo colloquio partecipano tutte le educatrici di sezione in quanto pensiamo che sia importante per la famiglia iniziare a conoscere tutte le persone che si occuperanno del suo bambino.

L’impatto del bambino con la nuova situazione ambientale è facilitato dalla presenza contemporanea, nei primi giorni di inserimento, della madre o di una figura famigliare che costituisce per il bambino una fonte di rassicurazione. Dopo un primo momento di compresenza in sezione, la madre (o altra figura) viene invitata ad allontanarsi dalla sezione, salutando il bambino. I primi giorni rimarrà comunque a disposizione all'interno del nido, poi gradualmente verrà aumentato il tempo del distacco, secondo i tempi del bambino.

Gli inserimenti vengono fatti “a piccoli passi” e a piccoli gruppi per garantire la massima attenzione ai bambini nuovi e per non danneggiare l'equilibrio della sezione.

L'inserimento a piccoli gruppi di bambini (massimo quattro) permette inoltre al genitore di condividere questo passaggio con altri come lui e di creare un legame con altre famiglie.

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7.GIOCARE AL CENTRO GIOCHI

Nel nido si attribuiscono al gioco infantile grandi potenzialità educative: il gioco è il mezzo attraverso il quale i bambini apprendono, conoscono, agiscono, si esprimono. E’ un'occasione sempre nuova per entrare in contatto con la realtà, conoscerla e modificarla.

Nel gioco i bambini interagiscono affermando la loro individualità, imparano regole e partecipano in modo attivo al processo di apprendimento.

Le nostre proposte di gioco sono:

- Gioco di manipolazione: questa attività viene proposta sin dai primi mesi di frequenza al nido. In un primo momento i bambini si limitano ad un semplice lavoro di manipolazione per poi passare con l'ausilio di piccoli oggetti ad un lavoro di tipo creativo. In questo modo i bambini sviluppano la fantasia.

- Gioco euristico: situazione di gioco dove i bambini sperimentano in uno spazio appositamente predisposto dei materiali "poveri", semplici oggetti di uso comune. Il gioco euristico ha diversi scopi: favorire l'esplorazione di materiali diversi, stimolare la concentrazione e l'immaginazione del bambino;

- Gioco grafico pittorico: tracciare un segno colorato sul foglio rappresenta per i bambini un'esperienza di grande fascino e magia. Gli obiettivi che questa attività si prefigge sono diversi: conoscere materiali diversi, consolidare la motricità fine, comunicare le proprie emozioni, accettare di sporcarsi ecc...;

- Gioco con l'acqua: E' una delle attività preferite dai bambini e viene proposta principalmente nel periodo estivo. Si predispone un ambiente dove vengono posizionati vari oggetti idonei alla capienza di diverse dimensioni e di uso comune in modo tale che il bambino possa travasare, riempire e svuotare; questo porta il bambino ad assimilare il concetto di pieno/vuoto, galleggiamento/affondamento e, allo stesso tempo, lo aiuta ad essere sempre più autonomo nella cura dell'igiene personale.

- Gioco motorio: serve per sviluppare la conoscenza graduale del proprio corpo e per stimolare la comprensione dei rapporti topologico spaziali (dentro/fuori, vicino/lontano, davanti/dietro); può essere libero o strutturato: le educatrici a volte predispongono dei percorsi ad hoc con cerchi, tunnel e pedane;

- Giochi per comunicare: hanno l'obiettivo dello sviluppo del linguaggio e della comunicazione adulto/bambino e bambino/bambino e vengono costantemente proposti tramite filastrocche, canzoncine, libri;

-  Gioco libero: è la massima espressione naturale del bambino. Sviluppa la creatività e favorisce la socializzazione fra i bambini in modo spontaneo;

-  Giochi ad incastro: sono strettamente collegati allo sviluppo delle capacità spaziali e della coordinazione occhio-mano;

-  Gioco simbolico: sono giochi molto divertenti che permettono ai bambini di riprodurre scene della loro vita quotidiana o di imitare la mamma. Vengono usati cappelli, borse, ma anche tegamini, boccette, passeggini, bambole e pannolini ecc..

-  Cestino dei tesori: contenente oggetti di uso comune che stimolano il bambino dal punto di vista sensoriale (chiavi, tappini, sacchetti profumati, bigodini, pezzetti di corda ecc...);

-  Cestino del gioco pre-simbolico contenente biberon, cucchiai, bicchieri, scodelle, pettini, pannolini, flaconi vuoti, tutti in numero superiore a 2 per facilitare il gioco imitativo e le interazioni.

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8. LA PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA' EDUCATIVE

La programmazione educativa parte dall’osservazione dei bambini e dei loro interessi e serve per strutturare esperienze finalizzate a promuovere nei bambini un'ampia gamma di capacità.

Il ruolo dell'educatore è quello di organizzare le esperienze affinché i bambini possano sperimentare le proprie capacità con il supporto dell'adulto (scaffolding) e in un ambiente protetto dai pericoli. Lo scopo è quello di favorire nel bambino un apprendimento attivo.

La programmazione può prevedere uno sfondo integratore oppure può riproporre ai bambini quelle attività che le educatrici hanno appreso durante il loro corso di formazione annuale.

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9.IL RAPPORTO CON LE FAMIGLIE

La finalità è quella di condividere con la famiglia il percorso di crescita del bambino in un'ottica di collaborazione e ascolto reciproco. Pertanto, prima dell’inserimento al nido i genitori vengono invitati a:

- visitare la struttura in una giornata a loro dedicata in cui il personale è a disposizione per accompagnargli nella visita e rispondere ad eventuali domande;

- un’assemblea per i nuovi iscritti che indicativamente si svolge nel periodo giugno-luglio in cui viene descritta la giornata al nido e le modalità dell'inserimento. In questa assemblea si fa conoscenza del personale educativo.

-  colloqui individuali di inserimento finalizzati ad una prima conoscenza del bambino da parte degli educatori e degli educatori da parte dei genitori;

-  colloqui di restituzione in cui gli educatori raccontano alla famiglia come è il bambino al nido e viceversa la famiglia racconta come vede il bambino a casa.

Durante il corso dell'anno vengono tenute altre tre riunioni di massima: la prima di verifica degli inserimenti che si svolge indicativamente a novembre, la seconda nella quale viene illustrata la programmazione educativa a febbraio e l'ultima nella quale si fa una verifica finale dell’anno educativo e si chiede la partecipazione ai genitori per l’eventuale festa di fine anno.

Inoltre un genitore può in qualsiasi momento chiedere un colloquio alle educatrici e alla pedagogista. Giornalmente avvengono scambi di consegna nido-casa/casa-nido.

Nostro interesse non è soltanto promuovere lo sviluppo del bambino e accompagnare il bambino nella crescita, ma anche affiancare e supportare i genitori e le famiglie nel ruolo di “educatori”, nella funzione genitoriale; a tale scopo, durante l'anno vengono organizzati laboratori e percorsi di crescita personale per le famiglie e i genitori su varie tematiche, quali ad esempio: le competenze genitoriali, il primo soccorso e la disostruzione delle vie aeree, le emozioni dei bambini, lo sviluppo emotivo, lo sviluppo cognitivo, lo sviluppo sociale, lo sviluppo dell'attività grafico-pittorica.

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10. I LABORATORI

 

a) PSICOMOTRICITA'

b) LINGUA INGLESE

c) MUSICA IN FASCE

d) PET THERAPY

e) ARTE TERAPIA

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